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ULTRA-TEST O ULTRASCREEN:

L'ultra-test è un esame screening non invasivo che consente  di valutare il rischio che un feto possa essere affetto da Trisomia 21 (Sindrome di Down) o da Trisomia 178 (S. di Edwards). L'esame permette di evidenziare condizioni di rischio prima di procedere con esami invasivi come amiocentesi o villocentesi. L'esame si esegue durante il primo trimestre di gravidanza, tra la 11° - 13° settimana e combina parametri ecografici e clinici con valori biochimici eseguiti su prelievo di sangue.

QUALI SONO I VANTAGGI DELL'ULTRATEST? 

 Il test si effettua in un'epoca gestazionale precoce ed è non-invasivo: l'esito di questo test può guidare il paziente e il medico a decidere se procedere a diagnosi prenatali invasive.

IN COSA CONSISTE?

Durante il controllo ecografico viene verificata la vitalità del feto e l'assenza di gravi malformazioni. Viene valutata l'epoca gestazionale in funzione della lunghezza del feto (CRL) e misurata la translucenza nucale (NT). La translucenza nucale (NT) è una zona evidenziabile ecograficamente compresa tra la cute e la colonna cervicale del feto: maggiore è lo spessore della translucenza nucale maggiore è il rischio di cromosomopatie.

Nel campione di sangue materno si misura invece la quantità di due parametri biochimici Free-Beta HCG e PAPP-A (plasma proteina A associata alla gravidanza), che sono presenti nella gravidanza. Nella maggioranza dei casi anomali queste sostanze sono presenti in quantità alterata.

Il risultato del test biochimico viene combinato ai dati clinici ecografici attraverso particolari software Accreditati dalla Fetal Medicine Foundation: i software dedicati al calcolo del rischio sono dispositivi medici marcati CE e l'algoritmo proprietario è in grado di formulare il rischio specifico per la Trisomia 21 (Sindrome di Down) e la Trisomia 18 (Sindrome di Edwards).

ATTENDIBILITA' DELL'ESAME

L'affidabilità del test si attesta intorno al 94-96%: l'esame è in grado di individuare 9 casi di Sindrome di Down su 10 e una importante parte dei casi di Trisomia 18. Un esito alterato può inoltre suggerire la presenza di altri tipi di anomalie cromosomiche, congenite o di difetti genetici.

E' bene però ricordare che questo esame non è un test diagnostico in grado di riconoscere se il feto è malato o sano, ma fornisce la migliore stima possibile della probabilità che possa essere affetto dalle anomalie descritte sopra.

L'accuratezza dell'Ultratest supera il 96% e questo grazie alle mediane di proprietà esclusiva di Geneticlab che derivano dall'esperienza del Dott. Luciano Ghisoni: le mediane sono dati statistici derivati da oltre 180.000 esami di Bitest e applicate nel software per il calcolo del rischio combinato, riducono enormemente i falsi positivi e soprattutto i falsi negativi dell'esito dell'esame.

L'esame Ultratest è svolto esclusivamente su strumentazione accreditata BRAHMS KRYPTOR e il calcolo combinato del rischio avviene con software marcati CE e accreditati che includono le migliori mediane statistiche possibili: per questa ragione il risultato di Ultratest è un risultato di altissima qualità e riduce in modo significativo le imprecisioni associate a questo esame di screening che sono forniti da altri laboratori.

RISULTATI DELL'ULTRATEST

Il risultato è espresso come una possibilità di avere un feto affetto su un numero più o meno grande di feti normail. Ad esempio 1 su 500, 1 su 3000 o 1 su 80. Viene stimato il rischio come RISCHIO BASSO, RISCHIO AUMENTATO oppure RISCHIO INTERMEDIO. A fronte di un rischio aumentato si consiglia di procedere con esami invasivi diagnostici per verificare la reale presenza di cromosomopatie.

In caso di rischio intermedio si può procedere a nuovi approfindimenti ecografici oppure eseguire dopo la 16esima settimana un MULTITEST SEQUENZIALE (screening di secondo trimestre) in cui oltre a nuovi parametri ecografici vengono dosati ulteriori marcatori biochimici presenti nel sangue materno. Tuttavia spetta sempre alla donna e alla coppia assieme al proprio ginecologo decidere il percorso diagnostico migliore.

E' importante ricordare che quando l'esame restituisce un rischio basso, questo rischio comunque non è zero. Un rischio basso non esclude completamente la possibilità che il feto possa essere affetto da un anomalia cromosomica. Associando la misurazione della NT, il dosaggio plasmatico di free-beta HCG e PAPP-A, l'esame raggiunge una sensibilità di circa il 94-96% (l'esame riesce ad identificare 9 feti affetti su 10). 1 feti affetti su 10 sfuggono a tale identificazione, questo significa che nonostante il feto sia affetto il bitest non da un risultato a rischio intermedio (falsi negativi).


Dott.ssa Massari

Ultratest: diagnosi prenatale I° trimestre € 180,00

Orari Prenotazione Disponibili

Martedí 11-08-15
Mercoledí 12-08-15
Martedí 18-08-15
Mercoledí 19-08-15
Martedí 25-08-15
  • 14:00
  • 15:00
  • 16:00
Mercoledí 26-08-15
  • 11:00
  • 12:00
  • 13:00
Martedí 01-09-15
  • 14:00
  • 15:00
  • 16:00
  • 17:00

Dott.ssa Martinelli

Ultratest: diagnosi prenatale I° trimestre € 180,00

Orari Prenotazione Disponibili

Martedí 11-08-15
Martedí 18-08-15
Martedí 25-08-15
Martedí 01-09-15
  • 16:30
  • 17:30
  • 18:30

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